martedì 18 settembre 2012

Salviamo la Vigna !!!

Vabbè, visto che è qualche mese che non scriviamo una benemerita cippa, ripartiamo alla grande con un bell'appello 1) a bere tanto vino, più o meno responsabilmente 2) a dà una mano agli amici. Parliamo della cooperativa "La Vigna" e dell'ottimo Marino (nomen omen), che è quel sobrio tipo al centro della foto...





... ed il numero di bottiglie aperte lì di fronte la dice tutta anche sullo stato degli altri due improbabili soggetti raffigurati.  Comunque, lo scorso febbraio la Cooperativa ha diramato l'appello che segue, che riportiamo in modo sintetico giustappunto pubblicandolo integralmente:


La Vigna trasforma e distribuisce vino prodotto da uve biologiche, certificate ICEA, coltivate sulle colline appenniniche lombarde dell’Oltrepo’ Pavese conferite da soci della stessa.
La Cooperativa La Vigna il 19 gennaio scorso ha compiuto 20 anni, nel 1992 questa azienda nacque con finalità non a scopo di lucro e come iniziativa collaterale dell’omonima Associazione, costituitasi nel 1990, allo scopo di dare accoglienza, possibilità lavorative e sostegno ai cittadini migranti interessati in particolare alla creazione di progetti di rientro nei paesi d’origine.
Per questo, sin dalla sua fondazione, La Vigna ha scelto di commercializzare i suoi vini solo attraverso la rete delle botteghe del commercio equo e solidale adottandone la politica di trasparenza sui costi e mantenendo il prezzo di vendita contenuto e accessibile a tutti.
Agli inizi degli anni 90 credere in un modello economico basato sulla solidarietà e cercare di concretizzarlo sembrava una scommessa irrealizzabile,
le botteghe erano piccole realtà distribuite a macchia di leopardo, a Milano Chico Mendes apriva la sua prima bottega in via Padova e le centrali d’importazione erano solo due: CTM e Commercio Alternativo.
Durante i primi anni di attività la Cooperativa si è trovata ad affrontare i problemi legati all’accesso agli appositi finanziamenti statali all’agricoltura per l’acquisto dei terreni, ottenuti dopo ben sette anni di affitto che, per diverso tempo, è stato pari al fatturato.
A quei tempi non c’erano altre alternative alle banche per l’accesso al credito, ma la fiducia nello sviluppo di un nuovo modello ha sempre incoraggiato sia il rischio d’impresa che l’indebitamento endemico in cui il sistema bancario tende a porre le aziende che iniziano un’attività produttiva senza capitali iniziali o beni da porre a garanzia.

La crescita costante da più di dieci anni del Commercio Equo e Solidale, sembrava poter sostenere nuovi investimenti necessari alla Cooperativa per portare i terreni al massimo della loro produttività svecchiando gli impianti dei vigneti.
Quest’ultima scelta ha coinciso, purtroppo, con un arresto della crescita di questo mercato legata alla generale contrazione dei consumi e all’inizio dell’attuale crisi del sistema economico vigente che, come preannunciato dai sostenitori del nuovo modello ispirato all’etica e alla solidarietà, si sta avviando al collasso.

In questi venti anni abbiamo cercato di contribuire allo sviluppo del CES e abbiamo assistito a diversi cambiamenti al suo interno:
  • dall’apertura progressiva, che la Cooperativa ha attivamente sostenuto, ai prodotti nazionali caratterizzati da finalità etiche;
  • all’attenzione a criteri più commerciali, come l’aspetto e la promozione del prodotto piuttosto che la progettualità, a cui non abbiamo dato, con il senno di poi, la giusta attenzione e che ha visto marginalizzare la nostra presenza nellebotteghe;
  • al progressivo allontanamento dal modello iniziale della bottega come luogo di sensibilizzazione culturale alle problematiche del consumo critico, definitivamente superato con l’entrata dei prodotti CES nella grande distribuzione;
  • all’avvicendarsi dei consigli direttivi o di amministrazione delle botteghe che spesso avvenivano in opposizione e non in continuità con le precedenti gestioni, coinvolgendo indirettamente anche i produttori;
  • alla scelta di CTM di limitare attraverso la formula del franchising la percentuale di prodotti di altre centrali d’importazione e di privilegiare prodotti locali con accordi commerciali;
  • non ultimo lo spaccamento avvenuto all’interno delle associazioni che rappresentano le botteghe che ha impoverito la presenza delle stesse nelle Fiere nazionali che costituivano un vitale momento di incontro e scambio tra botteghe e produttori.
Tutto questo sicuramente va sommato all’incapacità della Cooperativa di tenere il passo a questi cambiamenti, avendo concentrato i suoi sforzi al miglioramento e al mantenimento della qualità del prodotto cercando di non incrementare il prezzo di vendita, e quindi, dovendo agire sui costi di produzione, ci si è trovati a dedicare pochissime energie all’immagine e alla comunicazione.
Ciò ha portato ad un’ulteriore difficoltà economica ed è per questa ragione che la Cooperativa La Vigna si trova a richiedere un gesto di solidarietà a tutte le botteghe CES, comprese quelle con cui si sono persi i contatti da tempo, rendendoci disponibili a momenti d’incontro con l’obiettivo, attraverso la vendita di 600 confezioni da 12 bottiglie del nostro vino dell’annata 2011 al prezzo unitario di 2,80 euro, IVA esclusa, di raccogliere la somma di 20.000 euro.

Questo permetterebbe di affrontare con la necessaria tranquillità la costituzione di una nuova società agricola che, acquisendo la proprietà dei vigneti, garantirebbe la continuità del prodotto e la sopravvivenza del progetto della Cooperativa.
Quest’ultima iniziativa è aperta a chiunque fosse interessato a investire in terreni biologici che da più di vent’anni vengono coltivati con la passione che necessita l’agricoltura, settore produttivo che solo recentemente sta riacquistando il giusto valore e l’attenzione dei consumatori.
Segnalandovi poi il sito  http://www.salviamolavigna.it/ vi ricordiamo poi che è possibile acquistare i vini anche in Tana (Barbera, Bonarda, Pinot Nero). Dateve da fa e ricordate che...




sabato 5 maggio 2012

Fragoline di bosco, genziana e preacquisto !

Fragoline, genziana e preacquisto. Ma anche di crisi, burocrazia, prezzo sorgente e tant'altro. Di tutto questo parliamo incontrando “Nonno Vladimiro” in un assolato sabato a Contigliano, presso Rieti. Quello che noi chiamiamo Nonno Vladimiro – con un misto di affetto e spudorata ironia – null'altro è che Vladimiro Fioravanti, da anni nostro collaboratore e amico, alle prese con la sua ultima creatura, ovvero l'Opificio Fontecerro Nord, laboratorio di infusi e macerati a freddo.
Con la consueta cortesia accetta di ospitarci a pranzo e noi, oltre a sbafargli a scrocco tutto il possibile, approfittiamo per fare una sorta di chiaccherata/intervista. L'esordio però non è dei più concilianti:

La Tana: Allora nonno, come andiamo ?

Nonno Vladimiro: Tanta rabbia, rabbia e infinitamente rabbia. Nel mercato non ci si può proprio stare: infinitamente piccolo per i sogni, le aspettative, i desideri. Così come fuori non ti ci fanno mettere: brutta epoca fatta di coercizioni ed idiozie. Questo il mare entro cui navighiamo tutti!!!

LT: Vabbè, facciamo le cose con calma. Raccontaci tutto dall'inizio.

NV: Ho cominciato dapprima a raccogliere consigli e ricette, nella sconfinata sapienza popolare, la più minuta, nel ricordo dato a voce, senza segreti, perché è bene saperlo, la ricchezza è fatta di tanto altro. La radice, la genziana, non si può raccogliere , ma tutti ce l’hanno, retaggio del brigantaggio, e ciascuno la lavora alla sua maniera: non c’è per definizione un infuso uguale all’altro. Ogni casa ne ha uno, in Abruzzo e nell’alto Lazio. Il vino, la radice, lo zucchero e l’alcool. E ognuno c’aggiunge altro.

LT: All'epoca di cosa ti occupavi ?

NV: Avevo il locale a Paganica “Nel Bosco di Bistorco” e un ragazzo, soprannominato il Boxeur, consueto frequentatore, mi invita a casa un pomeriggio: conosco la nonna di Campotosto, i fratelli, il Papà, la Mamma e tagliano formaggio e salame. Parole e risate, un bicchiere di vino poi il padre mi porta giù in cantina e mi dice “Tu al locale te lo devi fare il digestivo!” e da uno scaffale prende una bordolese sigillata con cera d’api e su l’etichetta scritta a mano come gli antichi amanuensi dei comuni che scrivevano le carte d’identita con tutte le lettere con i ghirigori “Genziana fatta da me con le radici del Gran Sasso: 1995” era un anno dopo. Me l’affida dicendomi: ”si fa così: …”, senza copyright, e poi mi porta su ad assaggiare l’ultima che aveva prodotto.

LT: Ma dalla produzione “casalinga” in poi il passo non è semplice, immagino...

NV: Sei mesi per capire come si conseguono le autorizzazioni per produrre liquori. Prima la ricerca su internet, la visita ai siti della Agenzia delle Entrate, la scoperta casuale della esistenza dell’Agenzia delle Dogane, colloqui con i commercialisti, il contatto con una azienda di software siciliana che si occupa dei sistemi delle accise, senza riuscire a capire da dove partire...



LT: E per quanto riguarda la realizzazione del laboratorio ?
NV: Fare tutto a norma è stata una grande ossessione, a volte penso inutile. L’Haccp credo consista in un grande imbroglio il cui fine, salvaguardare la salute del consumatore, sia stato ipocritamente adoperato per giustificare la grande globalizzazione/industrializzazione del cibo che fa del principio della “asetticità” la costruzione di un nuovo mondo innaturale.

LT: E quindi in questo contesto, come si colloca l'Opificio ?

NV: Opificio qui conta come suono morbido e delicato... Un piccolo laboratorio dove lavorare con maestria piccole quantità, facendo tesoro dei segreti del tempo, con l'umile e grande voglia di imparare altro.

LT: In questi anni abbiamo avuto occasione di assaggiare ripetutamente il risultato di questo lavoro, che sia genziana, genzianella, rataffia, fragolino o fragolvini... Parlaci ora della produzione !

NV: Prima di tutto la serra, non per produrre ma per tirare su il seme . Partire dalla terra seguendo percorsi compatibili... Dal seme alla pianta, dal seme… alla fragolina di bosco . Una procedura lenta, minima, di avvio. Questa è l’epoca dove è obbligatorio partire dal seme, avere la certezza dell’origine, pensare che il futuro sia possibile e non modificato geneticamente.
Oggi la coltivazione si sposta da Contigliano ad Orvieto. Le Fragoline di bosco coltivate a Contigliano stanno dando origine ad una infinità di fiori e frutti e nonostante le temperature inclementi, a maggio saranno spostate nel Comune di Orvieto nei boschi del Monte Peglia presso un area appositamente predisposta, una bio-serra protetta, dalla Comunità Ospitale “la Terra del Sorriso” . L’obiettivo è di soddisfare l’intero fabbisogno del Laboratorio nella produzione del Fragolino , dei Fragovini e della Grappa alle fragoline, e di poter proseguire le collaborazioni per la preparazione dei biscotti e dei cioccolatini. La cosa bella di questa esperienza è stato scoprire che le “pignette” d’abete rosso e l’aglio sono soci stretti delle fragoline.
Per quanto riguarda la genziana, mi rifornisco da BioKyma – una azienda che rifornisce moltissime erboristerie, in particolare sono radici che vengono dal Montenegro. Le ciliege invece vengono da Montelibretti, quindi dalla Sabina.



LT: Creato il laboratorio, organizzata la produzione... Com'è andata invece la diffusione del prodotto?
NV: Il prodotto parte controcorrente: chi lo acquista lo apprezza e lo riprende. Il tentativo è di dotarlo di una propria autonomia a 360° e allora qualche fiera, le degustazioni e le combinazioni ed accostamenti a piatti speciali come è accaduto, d'inverno a La Tana, o d'estate ad eventi come “L'Assalto al Castello” a Contigliano. Cominciamo a raccogliere i primi risultati lusinghieri dopo un anno di lavoro, con una solida rete di consumo soddisfatta dalla particolarità dei prodotti.
All'orizzonte la possibilità di estendere e rendere più solida l'esperienza . Creare un posto di lavoro in più è possibile e costituisce la prima vera ambizione. Ma l'orizzonte è là. E da qua bisogna arrivare là.

LT: Mi sembra però che, nonostante le premesse e le prospettive, ci sia sempre una certa sofferenza...

NV: E' una fase brutta e preoccupante, per chi lavora e non. Le condizioni di vita sono diventate faticose per tutti e piccole esperienze come la nostra sono in grossa difficoltà. Le strade d'accesso al credito sono sbarrate, tranne per chi i soldi li ha già. A chi resta fuori, rimane solo da giocarsi la vita (ed i suicidi sono di piccoli produttori, di cassintegrati, di chi ha avuto la sentenza di precario a vita o di chi dal lavoro è stato sbattuto fuori). Un'altra marcia sembra impossibile e della globalizzazione si vede solo il volto arcigno della riduzione della libertà, dei diritti e delle condizioni di sopravvivenza.




LT: E quindi nasce la proposta di pre-acquisto...
NV: Il senso della iniziativa: recuperare liquidità fuori dai circuiti che negano l'acceso .E in un epoca in cui è difficile per tutti! A questo si ispira il pre-acquisto: mette questa piccola esperienza in condizioni di recuperare le risorse offrendo, in cambio, un prodotto di qualità ad un prezzo il più possibile attento . Ma soprattutto aiuta il laboratorio a raggiungere quel “Là” che agogna, lo dota di prospettiva e futuro.

LT: In soldoni?
NV: Acquistare in anticipo blocchi da 20 litri di genziana al prezzo sorgente, scontato di un ulteriore 25 per cento...

LT: Che vuol dire trovare un certo numero di “grandi sottoscrittori” oppure organizzare dei gruppi di pre-acquisto!
NV: Esatto!

LT: Perfetto ! Prima di concludere: oltre a questa proposta di pre-acquisto, oltre alla Grappa alle Fragoline, di cui non abbiamo ancora sentito neanche l'odore, oltre ai cioccolatini ripieni fatti in collaborazione con la Cioccolateria Napoleone di Rieti, abbiamo qualche altra novità ?
NV: nel Laboratorio c’è anche la grotta: era un ex macelleria e c'ho trovato dentro i vecchi ganci in ferro in cui venivano fatti stagionare i salumi, 30 anni fa. Si presta per le procedure di affinamento e invecchiamento nelle botti in rovere della genziana: anche se era stata progettata all'inizio dell'avventura, per il natale 2012 sarà possibile assaggiarne i frutti. A la Tana faremo l'inaugurazione e la presentazione della prima bottiglia!!!

  
Chiudiamo qui la chiaccherata con Vladimiro Fioravanti, invitando chi fosse interessato, a fare un salto in Tana ad assaggiare i prodotti dell'Opificio FonteCerro Nord – approfittando di una grossa promozione che stiamo facendo sui prodotti di cui sopra e sapendo che – ovviamente – ci si può prenotare per il preacquisto anche qui da noi. Vi si aspetta!!!

giovedì 22 marzo 2012

Due anni RinTanati !

  Ne è passata d'acqua sotto i ponti da quando, con un gesto incauto, abbiamo preso in mano le redini di uno dei posti più, non dico malfamati,  ma perlomento alquanto chiaccherati del sud-ovest romano ! Quella che era la vecchia "Tana del Lupo"...


... le cui origini si son perse tra fumosi ricordi e fantasiose ricostruzioni, negli anni '90 aveva avuto momenti di gloria sopratutto durante la gestione di due loschi figuri, noti animatori  della scena notturna romana...


   Se è inutile indugiare oltre sulle gesta dei due, val la pena ricordare quando la Tana fu rimessa a nuovo, assumendo l'attuale configurazione, sotto il nome di Eno68, diventanto per una breve ma radiosa stagione, una sinistra vineria animata dall'estro e dalla esuberante personalità dell'allora gestore, tale G.M.


  Alfine, dopo un periodo di transizione in cui la povera Tana era diventata un ritrovo di allegri, seppur talvolta ambigui, cittadini brasiliani (con annessa colorazione gialloverde, oltre a varie ed eventuali), abbiamo deciso di compiere il gran passo. Riportato il tutto a colori più consoni, e ristabilita l'antica fede giallorossa che da sempre aveva permeato quelle 4 mura più soppalco, abbiamo provveduto ad una fastosa riapertura, speranzosi in un glorioso avvenire...


  Certo, del glorioso avvenire non v'è ancora traccia alcuna e d'acqua sotto i ponti n'è passata tanta. Ma anche di birra nel gargarozzo ne è scesa parecchia... Se l'apertura fu fatta con due fusti gentilmente messi a disposizione dagli amici del Macche, oltre ad uno sottratto dalle cantine del sempiterno Mirko Caretta, la situazione all'oggi, per gli amanti della cronaca, è la seguente: se semo quindi bevuti, per quanto riguarda il mercato italiano, L'olmaia (PVK, La 5, La 9, Christmas Duck); Birra del Borgo (ReAle, Duchessa, KeTo Reporter, Stelle e strisce, Genziana); Birrificio Italiano (Tipopils, Bibock, Fleurette); Birrificio Rurale (Seta, Terzo Miglio, Milady, Blackout); Karma (Lemon Ale, Carminia, Cubulteria, De Rinaldi); Opperbacco (Bianca piperita, 4 punto 7, L'Una, L'una Rossa, Eipiei, Tripping Flowers, 6sonIpa, Triplipa); Birrificio Lambrate (Biunda); Bi-Du (Artigianale, Confine); Troll (Patela, Panada, Shangri-La, Stella di Natale); Turan (Sonica, Sfumatura); Amiata (Bastarda Doppia); Orso Verde (Backdoor Bitter; Rebelde); Menaresta (Bevera, San Dalmazzo; 22 - La verguenza); Brewfist (24k, Burocracy e Spaceman); Ebrius Brewing (Ipa e Lucky Father Brown); Birra Stavio (Baffetti Pils); Brewfist/Beer Here (Caterpillar); Extraomnes (Zest, Blond DH, Saison, Tripel e Straf); Ducato (Blond, Ipa e Machete); Buskers (Ecstasy of gold, Dave, Paranoid, Kashmir, Devochka, PrimaveraArVerano); Toccalmatto (Zona Cesarini) e Mikkeller/Revelations Cat (Cream Ale). Per il resto del mondo Beck Brau (Lager, Zwickel Pils, Zoigl, Affumicator); De Ranke (XX Bitter, Guldenberg, Saison de Dottignes); De Molen (Vuur & Vlam, Rasputin, Heò & Verdoemenis e Hemel & Aarde), Fanø bryghus (Vestkyst) e De Proef (Reinardt Tripel). 
  Tutto questo grazie alla distribuzione del Domus Birrae, all'infinita rete di contatti del già citato Caretta e sopratutto a chi c'ha accordato fiducia e continuità nel tempo, in primis all'ottimo Moreno de l'Olmaia e successivamente agli amici di Karma e Opperbacco oltre alle semprepresenti Buskers Beer !
  Per quanto riguarda i vini, La tana mantiene sempre una rispettabile tradizione enoica, sopratutto grazie al sostegno ed alle attenzioni di Andrea Andeozzi e de I Botri di Ghiaccioforte oltre all'infaticabile, ed oramai introvabile, Bruno Alborghetti e la sua Enoteca Biologica.
 Last but non least, un tributo val al signor Sandrino, mente pensante e motore inarrestabile, responsabile dei fuochi e dei fornelli, e quindi di tutto quello che vi mangiate in Tana !


  Detto questo, vi si invita venerdi 23 marzo giusto prossimo a festeggiare con noi in Tana questo secondo anniversario dove, accompagnati dalle selezioni Ska/Rocksteady e Roots di Downbeat the Ruler ci berremo Extraomnes "Blond dryhopping" (eppoi "la 5" dell'Olmaia), Extraomnes "Saison" (eppoi "Cubulteria" di Karma), Birrificio Rurale "Terzo Miglio", Opperbacco "Triplipa" (appompa) e De Molen "Hel & Verdoemenis" (sempre appompa). Vi si aspetta, daje !


  
 

martedì 13 marzo 2012

Support Local Brewers (e varie e eventuali) !

Novità ed iniziative in questo movimentato mese di marzo. Si parte mercoledì 14, dalle 19, con una serata dedicata ai birrai locali, Support Local Brewers !, che più locali non si può. La prima è una Buskers Beer, la White Saison altresì detta PrimaveraArVerano, "ispirata ai profumi del camposanto, bacche di cipresso, aghi di pino, pepe di Szechuan e aroma floreale per celebrare la primavera anche laddove regna il silenzio", brassata assieme ad Andrea di Aleph Beer a Borgorose presso il vecchio impianto di Birra del Borgo e rimasta poi a riposare in silenzio sotto 2 metri di neve (amen).

Le altre due birre sono invece opera di Ebrius Brewing e quindi dell'altro Buskers Marco Chiossi, tra l'altro gestore del primo beershop dei Castelli Romani, ovvero l'Ebrius di Marino. Ambedue prodotte da e in collaborazione col Birrificio artigianale scaligero Mastino II:  la prima è una IPA da 4,9 gradi color oro, molto agrumata al naso e con un amaro pronunciato che nulla toglie ai sentori di lime e di pompelmo rosa. 

 
La seconda è invece la Lucky father brown, una imperial brown ale color tonaca di frate con lievi riflessi rossastri al naso dove "spicca la generosa alcolicità e la mescolanza tra nocciola,cacao amaro e caramello ben bilanciato dalla speziatura dovuta al’incrocio di luppoli inglesi ed americani. Al palato ben distinte le note calde del malto e dell’alcol con un pastoso retrogusto di cacao amaro e torrefatto ed una lieve sensazione di frutti rossi, dovuto dal luppolo americano ed inglese".

Quest'ultima, se tutto va bene, verrà spinata a pompa come suggerisce il buon Marco. A proposito di pompe,  e qui l'argomento si fa subito bollente:  siamo quindi finalmente muniti  (con la gioia dei nostri sottoscrittori - perchè in Tana siamo poveri e le spese extra le sostengono in anticipo gli avventori, si tratti di un bigliardino, delle rinomate pompe di cui sopra e tra un po' anche le bollette della luce...) !!! Ergo,  sabato 17 marzo, dalle 19, Una serata fortemente ambigua: "La 9" dell'Olmaia e una "Rasputin" di De Molen a pompa, oltre ad altre tre birre da decidere... PUMP UP THE BEER !!!


Last but not least, la Tana... compie due anni a breve.  Vedremo di organizzare qualcosa di molto celebrativo, quindi rimanete sintonizzati !!!

mercoledì 15 febbraio 2012

Settimana della Birra Artigianale !

    Inizia La Settimana della Birra Artigianale, "una grande festa ideata per celebrare la birra di qualità, nazionale o straniera che sia"... Noi Rintanati partecipiamo con una piccola promozione (sconto del 10% sulle birre alla spina tra le 18,30 e le 21) e con il Brunch dei Temerari, evento in collaborazione col Bir & Fud Beershop di via Luca Valerio 41/43: verrano proposte "Stavio" Baffetti Pils (alla spina) mentre in bottiglia  "Karma" Experience, "DogfishHead" Raison d'etre, "Dogfish Head" Palo Santo e "Thomas Hardy's" Ale 2007, il tutto accompagnato con abbinamenti gastronomici di cucina gambrinale "de noantri", come spesso s'usa alla Tana (al momento di andare in pubblicazione col blog, l'evento è già tutto esaurito quindi ne parliamo solo per far rosicare chi ci legge in ritardo...).
    Per il resto ? Abbiamo provveduto a riempire il nostro pur angusto magazzino, quindi la possibilità di assaggiare più birre  nell'arco della settimana sarà legata all'impegno che si metterà nello svuotare il maggior numero di fusti possibile: da Opperbacco, "4punto7", "Tripping Flowers" e "Triplipa"; da Extraomnes "Tripel" e "Blond dry Hopping"; da Karma "De Rinaldi"; da Brewfist "Spaceman" e "Burocracy"; la "Pils" di Birra Stavio; una "IV Saison" di Jandrain-jandrenouille e, per chiudere in bellezza, una "Rasputin" di De Molen...
   Vi aspettiamo per brindare !!!