giovedì 30 giugno 2011

Facciamo due passi indietro... vini e salumi !

Birra, birra, birra, sempre birra. Reduce da una allegra visita all'Open Baladin  in compagnia del sempre più che disponibile  Mirko Caretta, dove mi sono scolato le inedite "Fiori di Testa" e la "Pearl for pigs" (quest'ultima, una stout brassata con ostriche) di Birra del Borgo; "Eipiei", "6son IPA" e "TriplIpa Special" di Opperbacco, oltre ad un piccolo assaggio della  "Xyauyù" in botti di Laphroaig del padrone di casa... Dopo essere migrati al  Ma che siete... per assaggiare una "Nordic Rye Ale" di Beer Here ed una Stillwater di cui non ho memoria alcuna dato il livello di brasatura raggiunto, complice l'orario (il tutto tra le 13.30 e le 16.30) ed un caldo infame...
Appunto, dopo tutto ciò ho deciso di cambiare argomento (ovviamente NON di smettere di bere) e di lanciarmi in una piccola ma spero interessante panoramica di aziende "amiche", destreggiandomi tra uve e maialini.
Partiamo da qui, da I Botri di Ghiaccioforte : la vigna “I Botri” di Giancarlo Lanza e Giulia Andreozzi  si estende per circa sette ettari  in località I Botri, a una dozzina di Km da Scansano. Del terreno, quattro ettari vengono coltivati a bacca rossa: il Sangiovese è presente con due cloni di Morellino per il 90% e con il Prugnolo gentile per il restante 10%; l’Alicante, che è un clone di Grenache, il Ciliegiolo. Sono i vitigni da cui si ottiene il Morellino di Scansano D.O.C. Due ettari invece sono coltivati a bacca bianca: Il Procanico, clone del Trebbiano toscano, la Malvasia, il Fermentino: un insieme di vitigni da cui nasce il Bianco di Pitigliano D.O.C. 

venerdì 17 giugno 2011

Parlando di birre... (phase 2)

"Me dai 'na media chiara ?".  L'ultima cosa che vorrei sentirmi chiedere è la cosa che sento (quasi) più spesso (e va di pari passo con: "che c'hai de amaro ?". Ah, le mode...). E, otto su dieci, alla Tana... se ci chiedi una chiara, questo trovi: un classico, la Tipopils di Birrificio Italiano. 5,2% in volume, quattro diverse varietà di luppolo (Hallertauer Magnum, fortemente amaro, Hallertauer Perle, mediamente aromatico ed amaro,  infine Hersbrücker e Hallertauer Saaz  che hanno il compito di cedere gli aromi più fini del luppolo al mosto.  A freddo, altro luppolo Saaz che rilascia un fine aroma erbaceo di luppolo). Malto Pilsener e un poco di Caramello (per il colore) di provenienza francese e tedesca. 


In passato da queste parti, sempre di Birrificio Italiano, son passate la Bibock, una bock leggermente ambrata da 6,2% e la Fleurette, una birra leggerissima (3,8%), rosata, con l’aggiunta di fiori di rose muscate e violette profumate, estratto naturale di sambuco, miele d’arancio, zucchero di canna da commercio equo e solidale e pepe nero.
La Guldenberg e la XX Bitter di De Ranke, ovvero le intruse della settimana. Per i dettagli della prima - anche per gli afflati poetici -  vi mando qui


... per la seconda invece malti pilsner e varie varietà di luppoli tedeschi Brewer Gold e Hallertau in fiore in quantità veramente generose. Una birra dal colore dorato tendente all'ambrato, con schiuma bianca e persistente, volutamente sbilanciata verso l'amaro,  6.2%. in gradazione.
Tornando in Italia, in arrivo le birre di Brewfist, birrificio lombardo attivo dal 2010, con la Spaceman (una west coast ipa da 7%, dai caratteristici profumi citrici e di pompelmo ed un bell'amaro persistente nel finale) e la Burocracy, una IPA prodotta con luppoli americani e neozelandesi. In bocca e al naso prevalgono gli agrumi e la frutta esotica. Finale amaro, birra beverina e ben bilanciata, 6% in volume.


Ps a chiusura post, è arrivata anche la 24k, una golden ale da 4,6%, con malti inglesi e luppoli americani e tedeschi. Secca, erbacea e leggermente amara. Da assaggiare, signori, orsù !